Berlin Konzentrat – Page 1
1:09 pm - Ven, Maggio 31, 2013
3 note
The Berlin music scene is the place to be not only for humans but for robots too. A few months ago we talked about the “Inhuman music festival” (here) and then we enjoyed watching the first ever heavy metal band Compressorhead (here) play the Ramones. Now the artist Karl Heinz Jeron wants to create a “robot house music orchestra” inspired by the work of the pioneering electronic music genius Daphne Oram. Everyone is welcome to participate: every Monday Jeron is hosting a workshop to teach us humans how to build modular and analog sounding robots, and hopefully in a few months the orchestra will be ready for its first ever live performance. Below, enjoy Sim Gishel, one of Jeron’s creations, singing “Mad World”.
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Nella famigerata scena musicale di Berlino sono tutti benvenuti, perfino i robot. Se qualche mese fa c’è stato il festival di “musica inumana” (qui) e la band heavy metal Compressorhead, fatta unicamente di robot, ha riscosso i primi successi internazionali (qui), adesso arriva l’artista Karl Heinz Jeron a creare la prima orchestra di “roboterhausmusik” che funziona a 220 volt. Ispirato dai lavori di Daphne Oram, la pioniera della musica elettronica del secolo scorso, Jeron ha organizzato una serie di workshop per insegnare a tutti come costruire robot modulari e dal suono analogico: lo scopo è di farli interagire e organizzare tra qualche mese la prima live performance “disumana”. Nel video qui sotto c’è Sim Gishel, una delle creature di Jeron, che canta “Mad World”.
(via sugarhigh)

The Berlin music scene is the place to be not only for humans but for robots too. A few months ago we talked about the “Inhuman music festival” (here) and then we enjoyed watching the first ever heavy metal band Compressorhead (here) play the Ramones. Now the artist Karl Heinz Jeron wants to create a “robot house music orchestra” inspired by the work of the pioneering electronic music genius Daphne Oram. Everyone is welcome to participate: every Monday Jeron is hosting a workshop to teach us humans how to build modular and analog sounding robots, and hopefully in a few months the orchestra will be ready for its first ever live performance. Below, enjoy Sim Gishel, one of Jeron’s creations, singing “Mad World”.

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Nella famigerata scena musicale di Berlino sono tutti benvenuti, perfino i robot. Se qualche mese fa c’è stato il festival di “musica inumana” (qui) e la band heavy metal Compressorhead, fatta unicamente di robot, ha riscosso i primi successi internazionali (qui), adesso arriva l’artista Karl Heinz Jeron a creare la prima orchestra di “roboterhausmusik” che funziona a 220 volt. Ispirato dai lavori di Daphne Oram, la pioniera della musica elettronica del secolo scorso, Jeron ha organizzato una serie di workshop per insegnare a tutti come costruire robot modulari e dal suono analogico: lo scopo è di farli interagire e organizzare tra qualche mese la prima live performance “disumana”. Nel video qui sotto c’è Sim Gishel, una delle creature di Jeron, che canta “Mad World”.

(via sugarhigh)

1:35 pm - Gio, Maggio 30, 2013
4 note
A bit of history today: did you know that Walter White aka Heisenberg, the teacher turned drug lord from the cult TV series “Breaking Bad”, would be nobody today without the Berliner genius Tommler Werke? He is the drug maker who invented crystal meth during World War II, when the German soldiers desperately needed something to stay awake and improve their mood. The methamphetamine was distributed in the army under the name of Pervitin, but the soldiers called it with the cute name of Panzerschokolade and loved it, at least before they started to allucinate and kill themselves when they didn’t get a heart attack. Despite its devastating effects, the crystal meth kept being widely used by soldiers, athletes and students in West Germany until the Seventies, and in East Germany until 1988. Read the incredible story in this great article (in english) on SpiegelOnline.
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Walter White, non sei nessuno: il personaggio della serie TV “Breaking Bad”, un insegnante di scuola superiore che diventa capo di un impero del crystal meth, non esisterebbe se non fosse per un berlinese d’eccezione (si fa per dire). Si tratta di Temmler Werke, che creò la metanfetamina per tirare su di morale i soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale e aiutarli a stare svegli per lunghi periodi. La droga veniva distribuita con il nome di Pervitin, ma i soldati la ribattezzarono “Panzerschokolade”, cioè “cioccolata da carro armato” e per un certo periodo fu l’arma segreta dell’esercito tedesco, almeno finché i soldati non iniziarono a manifestare segni di psicosi e a suicidarsi, quando non morivano di attacco cardiaco. Nonostante gli effetti deleteri, la mentanfetamina restò largamente diffusa tra militari, atleti e studenti fino agli anni ‘70 nella Germania Est e fino al 1988 nella Germania Ovest. Io ve l’ho riassunta fin qui, per saperne di più c’è il bellissimo articolo (in inglese) di SpiegelOnline.

A bit of history today: did you know that Walter White aka Heisenberg, the teacher turned drug lord from the cult TV series “Breaking Bad”, would be nobody today without the Berliner genius Tommler Werke? He is the drug maker who invented crystal meth during World War II, when the German soldiers desperately needed something to stay awake and improve their mood. The methamphetamine was distributed in the army under the name of Pervitin, but the soldiers called it with the cute name of Panzerschokolade and loved it, at least before they started to allucinate and kill themselves when they didn’t get a heart attack. Despite its devastating effects, the crystal meth kept being widely used by soldiers, athletes and students in West Germany until the Seventies, and in East Germany until 1988. Read the incredible story in this great article (in english) on SpiegelOnline.

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Walter White, non sei nessuno: il personaggio della serie TV “Breaking Bad”, un insegnante di scuola superiore che diventa capo di un impero del crystal meth, non esisterebbe se non fosse per un berlinese d’eccezione (si fa per dire). Si tratta di Temmler Werke, che creò la metanfetamina per tirare su di morale i soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale e aiutarli a stare svegli per lunghi periodi. La droga veniva distribuita con il nome di Pervitin, ma i soldati la ribattezzarono “Panzerschokolade”, cioè “cioccolata da carro armato” e per un certo periodo fu l’arma segreta dell’esercito tedesco, almeno finché i soldati non iniziarono a manifestare segni di psicosi e a suicidarsi, quando non morivano di attacco cardiaco. Nonostante gli effetti deleteri, la mentanfetamina restò largamente diffusa tra militari, atleti e studenti fino agli anni ‘70 nella Germania Est e fino al 1988 nella Germania Ovest. Io ve l’ho riassunta fin qui, per saperne di più c’è il bellissimo articolo (in inglese) di SpiegelOnline.

4:03 pm - Mer, Maggio 29, 2013
4 note

The 55th edition of the Biennale in Venice is opening on the 1st of June, but Germany has already its own little “Skandal”, since the curator of the German Pavillion Susanne Gaensheimer has chosen not even one German artist to represent her homeland, in an attempt to criticise the traditional forms of national representation. But the Biennale still offers some great possibilities to explore some art made in Berlin, like the works of Friedrich Schröder-Sonnenstern featured in “The Encyclopedic Palace” exhibition. Schröder-Sonnenstern was a crazy genius who founded a religious cult and survived reading palms and practicing occultism. His surreal, sometimes shocking and sexually charged drawings, full of demons and snakes and general weirdness made him a star in the Fifties, when he joined the Surrealist movement, but they also disgusted many of his contemporaries and his strange personality made it difficult to work with him. Eventually he died alone and in poverty in 1982, and was only later recognised as a great visionary. If you want to know more, here is an old article from the New York Times.

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La 55esima edizione della Biennale di Venezia apre il primo giugno, ma la Germania ha già avuto il suo piccolo scandalo interno: infatti la curatrice del padiglione della Germania Susanne Gaensheimer ha deciso di non includere neanche un artista tedesco tra i rappresentanti della Germania, con l’idea di criticare le forme tradizionali di appartenenza nazionale. Qualche artista tedesco però alla Biennale ancora lo si trova: da vedere per esempio, come parte della mostra “Il Palazzo Enciclopedico”, sono i lavori di Friedrich Schröder-Sonnenstern, un genio folle e anche malato di mente che durante parte della sua vita si manteneva praticando arti occulte, leggendo le mani e che aveva anche fondato una setta. Schröder-Sonnenstern fu una star del movimento surrealista per breve tempo, ma negli anni ‘50 i suoi disegni pieni di mostri, demoni e organi sessuali lo resero anche oggetto di disgusto e critiche. Morì in povertà a Berlino nel 1982, dopo che la sua carriera fu distrutta dai suoi problemi personali e da problemi con i galleristi. Per chi ne ha voglia, qui c’è un vecchio articolo su di lui sul New York Times.

5:34 pm - Mar, Maggio 28, 2013
6 note
Richie Hawtin, also known as Plasticman, is one of Berlin’s electronic music gods. He recently gave an interesting lecture at the Red Bull Music Academy where he talks about the beginning of his career in the Detroit music scene, the new generations and why there is no right and wrong in electronic music. Sadly it’s not possible to embed the video in Tumblr, but you can watch it here.
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Richie Hawtin, conosciuto anche come Plastikman, è uno dei grandi nomi della musica elettronica berlinese. Recentemente ha tenuto una conferenza per la Red Bull Music Academy in cui parla dell’inizio della sua carriera nella scena musicale di Detroit, delle nuove generazioni di musicisti e del perché nella musica elettronica essere snob non ha senso. Visto che il video non si può inserire su Tumblr ma potete vederlo qui. 

Richie Hawtin, also known as Plasticman, is one of Berlin’s electronic music gods. He recently gave an interesting lecture at the Red Bull Music Academy where he talks about the beginning of his career in the Detroit music scene, the new generations and why there is no right and wrong in electronic music. Sadly it’s not possible to embed the video in Tumblr, but you can watch it here.

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Richie Hawtin, conosciuto anche come Plastikman, è uno dei grandi nomi della musica elettronica berlinese. Recentemente ha tenuto una conferenza per la Red Bull Music Academy in cui parla dell’inizio della sua carriera nella scena musicale di Detroit, delle nuove generazioni di musicisti e del perché nella musica elettronica essere snob non ha senso. Visto che il video non si può inserire su Tumblr ma potete vederlo qui

5:35 pm - Lun, Maggio 27, 2013
1 nota
(photo via)
Girls who run the (tech) world: they call themselves the Berlin Geekettes and they are a group of women intent on creating opportunities for other women in the tech industry. They develop networks of relationships, offer a mentorship program (who receives the support of Google) and they even organized Germany’s first all female hackathon. Next Wednesday for example, the founder of the Geekettes Jess Erickson is hosting a workshop to explore and discuss “Lean In”, the book written by Facebook’s COO Sheryl Sandbgerg that inspired a new debate about the need for women to reclaim a place at the top of the industry.
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Si fanno chiamare Berlin Geekettese sono un gruppo di donne che ha come scopo quello di creare opportunità per le altre donne nel mondo della tecnologia. Fondate dall’americana Jess Erickson, organizzano un programma di tutoraggio che ha ricevuto il supporto di Google, forniscono occasioni di networking e hanno perfino organizzato il primo hackathon tutto al femminile. Tra gli eventi in calendario, nei prossimi giorni hanno in programma un workshop per discutere i temi proposti da “Lean In”, il libro della COO di Facebook Sheryl Sandberg che ha scatenato un nuovo dibattito sulla mancanza di donne in posizioni di potere nell’industria tecnologica.

(photo via)

Girls who run the (tech) world: they call themselves the Berlin Geekettes and they are a group of women intent on creating opportunities for other women in the tech industry. They develop networks of relationships, offer a mentorship program (who receives the support of Google) and they even organized Germany’s first all female hackathon. Next Wednesday for example, the founder of the Geekettes Jess Erickson is hosting a workshop to explore and discuss “Lean In”, the book written by Facebook’s COO Sheryl Sandbgerg that inspired a new debate about the need for women to reclaim a place at the top of the industry.

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Si fanno chiamare Berlin Geekettese sono un gruppo di donne che ha come scopo quello di creare opportunità per le altre donne nel mondo della tecnologia. Fondate dall’americana Jess Erickson, organizzano un programma di tutoraggio che ha ricevuto il supporto di Google, forniscono occasioni di networking e hanno perfino organizzato il primo hackathon tutto al femminile. Tra gli eventi in calendario, nei prossimi giorni hanno in programma un workshop per discutere i temi proposti da “Lean In”, il libro della COO di Facebook Sheryl Sandberg che ha scatenato un nuovo dibattito sulla mancanza di donne in posizioni di potere nell’industria tecnologica.

12:39 pm
2 note

uberlin:

Light and dark and night and sparks: Eliza Hull’s “Echoes” video, a collaboration with Berlin visual artist Jem the Misfit.

Find out more about Australian singer-songwriter Eliza Hull on our blog here.

4:51 pm - Sab, Maggio 25, 2013
5 note

The Berliner Philarmoniker are one of the coolest orchestras in the world, I have to say: not only they celebrate with their public every summer at the Waldbühne, where they play the vuvuzelas and dance and whistle and do the mexican wave, but they have a pretty informal attitude towards classical music, for example inviting musicians to play every week in the foyer of the Philharmonie for the Lunchkonzert, where you can have lunch and listen to some music for free while sitting on the floor or wherever you please. They are also pretty stylish and their posters are always exquisite works of art worth collecting: some of my favourite ones are from art director Björn Ewers, photographed by  Mierswa Kluska or illustrated by Andreas Höher.

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I Berliner Philharmoniker sono tra le orchestre più cool del mondo: ogni anno festeggiano la fine della stagione con un concerto all’aperto in cui si allentano le cravatte e suonano le vuvuzela, ballano, fischiano e fanno la ola, e in generale hanno un atteggiamento piuttosto informale nei confronti della musica classica. Per esempio ogni settimana organizzano un Lunchkonzert nell’atrio Philharmonie, dove si possono ascoltare da vivo musicisti che i Philharmoniker invitano da tutto il mondo e intanto pranzare o fare un picnic seduti dove capita, sul pavimento o sulle scale. I Philharmoniker però sono anche stilosi e i loro poster sono sempre piccoli capolavori da collezione: a me ultimamente sono piaciuti quelli creati da Björn Ewers e fotografati da Mierswa Kluska or illustrati da Andreas Höher.

(via)

2:47 pm - Ven, Maggio 24, 2013
1 nota

Countless artists have been inspired by "Wings of desire", the cult film from 1987 directed by Wim Wenders, about two angels watching over Berlin. Only to mention the most recent… remember for example Alanis Morissette’s “Guardian” video, from just last year? And even an Indian fashion designer, Namrata Joshipura, has based on the movie her brand new collection, presented at the Indian Fashion Week. The newest addition to the list of “Wings of desire” fans is Swedish singer Molly Nilsson who walks around in angel wings in her video “Dear Life”.

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È impossibile contare tutti gli artisti che in qualche modo si sono ispirati a "Il cielo sopra Berlino", film di culto di Wim Wenders del 1987 su due angeli che vivono tra gli umani di Berlino. Tanto per nominare due esempi recenti, ci sarebbe il video di "Guardian" di Alanis Morissette, uscito appena l’anno scorso, e cosa ancora più random, una collezione della stilista indiana Namrata Joshipura presentata alla Indian Fashion Week. Fresco di pubblicazione, ad allungare la lista adesso c’è il video della musicista svedese Molly Nilsson, “Dear life”.

(via prettyneukoelln)

10:40 am
2 note
So Mark Zuckerberg and his girlfriend Priscilla Chan were here, and technological Berlin is excited like a 14 year old girl meeting Justin Bieber. The Bild newspaper reported his every move (“at 0.30 Priscilla went to the hotel reception with a glass of wine in her hand asking for the password of the wi-fi network”) and everyone is laughing at the ambitious Minister of Economics and generally annoying guy Philip Rösler, who went to the Silicon Valley just when Zuckerberg came to Berlin. But now the question is: does Facebook want to buy a Berlin startup? If so, the always brilliant Venture Village made a list of Berlin companies that Facebook should or might want to buy, here.
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“Mark Zuckerberg, facci tue!”. È il grido che risuona a Berlino in questi giorni, da quando il boss di Facebook è venuto in visita da queste parti e la  ”Silicon Allee”, che sarebbe la Silicon Valley di Berlino, è quasi svenuta come un bimbominkia qualsiasi. Il quotidiano Bild gli sta alle calcagna, riportando notizie come “Priscilla Chan, findanzata di Mark, è scesa alla reception dell’hotel per chiedere la password del wi-fi”, e tutti ridono dell’ambizioso e un po’ fastidioso Ministro dell’Economia Philip Rösler, che è andato in visita nella Silicon Valley a cercare investitori per le aziende berlinesi proprio quando Zuckerberg passava da Berlino. Ma la vera domanda è: che ci faceva qui Zuckerberg? Forse Facebook sta pensando di acquisire una delle startup locali? Venture Village, che ha il polso della situazione, ci dice qui quali sono le startup che Facebook potrebbe (o dovrebbe) comprare.

So Mark Zuckerberg and his girlfriend Priscilla Chan were here, and technological Berlin is excited like a 14 year old girl meeting Justin Bieber. The Bild newspaper reported his every move (“at 0.30 Priscilla went to the hotel reception with a glass of wine in her hand asking for the password of the wi-fi network”) and everyone is laughing at the ambitious Minister of Economics and generally annoying guy Philip Rösler, who went to the Silicon Valley just when Zuckerberg came to Berlin. But now the question is: does Facebook want to buy a Berlin startup? If so, the always brilliant Venture Village made a list of Berlin companies that Facebook should or might want to buy, here.

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Mark Zuckerberg, facci tue!”. È il grido che risuona a Berlino in questi giorni, da quando il boss di Facebook è venuto in visita da queste parti e la  ”Silicon Allee”, che sarebbe la Silicon Valley di Berlino, è quasi svenuta come un bimbominkia qualsiasi. Il quotidiano Bild gli sta alle calcagna, riportando notizie come “Priscilla Chan, findanzata di Mark, è scesa alla reception dell’hotel per chiedere la password del wi-fi”, e tutti ridono dell’ambizioso e un po’ fastidioso Ministro dell’Economia Philip Rösler, che è andato in visita nella Silicon Valley a cercare investitori per le aziende berlinesi proprio quando Zuckerberg passava da Berlino. Ma la vera domanda è: che ci faceva qui Zuckerberg? Forse Facebook sta pensando di acquisire una delle startup locali? Venture Village, che ha il polso della situazione, ci dice qui quali sono le startup che Facebook potrebbe (o dovrebbe) comprare.

3:43 pm - Gio, Maggio 23, 2013
1 nota

How would you like it if people like Harmony Korine or Juliette Lewis or Will Oldham or Helmut Lang or Jay McInerney wrote a travel guide for you? This is what reading The Travel Almanac feels like: a beautifully designed magazine, it collects travel-related experiences and thoughts from artists, writers, musicians, designers and other great minds. The new issue is out now and it features Willem Dafoe, Carsten Höller, Barry Gifford, Paz de la Huerta and many more.

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Leggere The Travel Almanac è come avere come guida personale gente come Harmony Korine, Juliette Lewis, Will Oldham,Helmut Lang o Jay McInerney tanto per fare qualche nome. The Travel Almanac infatti è una rivista che raccoglie esperienze di viaggio di personaggi del mondo dell’arte, della moda, della letteratura, del cinema o della musica e impacchetta tutto in confezione elegante. In questo numero, appena pubblicato, ci sono Willem Dafoe, Carsten Höller, Barry Gifford, Paz de la Huerta e tanti altri.

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